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Molnlycke Mepilex® Lite

Molnlycke-mepilex-LIGHT

MEDICAZIONE ASSORBENTE
IN SCHIUMA DI POLIURETANO SOTTILE

Mepilex® Lite è una medicazione in schiuma sottile per lesioni acute e croniche scarsamente essudanti. Grazie a Safetac, Mepilex Lite riduce al minimo il dolore e i traumi alla lesione o alla cute al cambio della medicazione1. Mepilex Lite è molto soffice e conformabile. È clinicamente provato che riduce al minimo le reazioni cutanee da radioterapia, migliorando la qualità della vita dei pazienti oncologici2.

 

  • Minimizza dolore e traumi al cambio di medicazione1,2
  • Molto soffice e conformabile
  • Lesioni scarsamente essudanti
  • Può essere tagliata su misura

TRATTAMENTO DI LESIONI ACUTE E CRONICHE SCARSAMENTE ESSUDANTI

 

Grazie a Safetac®, Mepilex® Lite può essere rimossa senza causare traumi alla lesione o alla cute perilesionale. Mepilex Lite è la scelta ideale per tutte le lesioni scarsamente essudanti, come le lesioni diabetiche o le ulcere degli arti inferiori. Mepilex Lite è l’unica medicazione clinicamente provata per il trattamento e la prevenzione di reazioni cutanee da radioterapia.   Mepilex Lite può essere tagliata per adattarsi a ogni lesione ed è altamente conformabile. Ciò la rende ideale per aree difficili da medicare, come le ascelle o la parte inferiore della mammella. Mepilex Lite è una medicazione che assicura ai pazienti minore rischio di traumi alla lesione e cambi di medicazione meno dolorosi. Si consiglia di fissare con Tubifast 2-way-stretch. Per lesioni moderatamente essudanti, vedere Mepilex.  

USARE MEPILEX LITE NEI SEGUENTI CASI:

 

  • Lesioni scarsamente essudanti
  • Lesioni diabetiche, oncologiche, da radioterapia oppure ustioni
  • Per assicurare ai pazienti cambi della medicazione meno dolorosi

BIBLIOGRAFIA

 

White R. A Multinational survey of the assessment of pain when removing dressings. Wounds UK, 2008.
Diggelmann KV et al. Mepilex Lite dressings for the management of radiation-induced erythema: a systematic in-patient controlled clinical trial. The British Journal of Radiology, 2010.